Le gestione del tempo libero al tempo del coronavirus
E’
noto che maggior parte di noi, quando non lavora, si affida alla tv per
l’intrattenimento e per l’informazione. In queste condizioni il ruolo della tv diventa importante per il nostro equilibrio.
Ora se si analizzano i
programmi televisivi ed anche i giornali di maggiore diffusione in questo
periodo si scopre che registrano una prevalenza di informazioni sul covid e
scarsa considerazione dell’intrattenimento inteso come evasione dai problemi
della pandemia.
La conseguenza è che molti,
come prima cura per evitare la depressione, raccomandano di non seguire molto i
programmi televisivi e di limitarli ai servizi d’informazione.
Entrando nel merito del problema, certamente
la pandemia con tutti i suoi effetti sulla salute e sull’economia merita una
considerazione particolare anche perché tutti ne possiamo avere coscienza e
possiamo seguire le prescrizioni per evitarla. Ma tutto questo non può
significare trascurare l’aspetto psicologico degli italiani . Una ragionevole
soluzione sarebbe evitare la ripetizione continua dei servizi sulla pandemia
per fare posto a programmi fatti per sostenere il nostro morale .
Il senso di quello che
viene qui proposto evidentemente non è trascurare i problemi come quelli del
vaccino, delle riaperture delle attività, dei problemi economici connessi, ma
renderli meno ripetitivi per fare posto a programmi fatti per sostenere
psicologicamente le vittime della pandemia e coloro che temono di esserne
vittime. Bisogna partire dall’idea che
per un buon equilibrio umano ,occorre curare il corpo, la mente e le relazioni
con l’ambiente,
Per comprendere meglio
quanto qui sollecitato si consideri , a titolo di esempio, ciò che sta
avvenendo per il Recovery Fund, da consegnare all’Ue entro la fine del mese e
che secondo molti ha un’importanza notevole per il nostro avvenire. Proprio
perché si riconosce l’importanza di tale strumento per la ripresa economica da
tutti auspicata in questo periodo se ne potrebbe parlare più diffusamente invece
di occuparsi continuamente della pandemia e dei suoi effetti, eppure si
preferisce non farlo almeno con l’intensità che l’importanza dell’argomento
richiederebbe.
Comunque ora c’è il fatto nuovo della parziale e graduale riapertura di gran parte delle attività anche ricreative a partire dal 26 aprile e quindi anche da questo gli italiani potrebbero ricavare un parziale conforto. Ma se si considera che ancora oggi il numero dei decessi giornalieri è ancora molto elevato cosi come quello delle terapie intensive, se non di dimentica che le riaperture sono condizionate dal buon andamento della pandemia, la sollecitazione di programmi tw e di giornali più attenti a sostenere l’umore degli italiani conserva la sua validità. Ciò a parte la previsione fatta da molti esperti della possibilità della ricorrenza della pandemia nel tempo e della conseguente necessità di agire con prudenza. Ma più che dibattere di tali problemi si preferisce parlare della coincidenza o meno delle riaperture ai propri interessi.
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