Trasparenza nella gestione dei beni confiscati
In attesa che le indagini facciano chiarezza su presunte violazioni nell’affidamento degli incarichi a professionisti di fiducia per la gestione dei beni mafiosi sequestrati e confiscati predisposti dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, il Centro studi Pio La Torre rinnova l’invito a tutte le Procure di adottare il sistema ( già uso in alcune procure) di un albo specifico di amministratori giudiziari di beni sequestrati e confiscati ai mafiosi dal quale attingere con rigoroso e trasparente metodo della rotazione degli incarichi e del divieto di accumulo immotivato degli stessi. All’Albo potranno iscriversi, previo controllo, quanti possano vantare titoli e esperienza specifica nella gestione dei beni sequestrati e confiscati ai mafiosi. Il sistema formativo universitario da alcuni anni è impegnato incorsi di specializzazione post lauream sul tema; tanti giovani professionisti sono in attesa di essere valorizzati per la specializzazione conseguita.
Inoltre, va urgentemente adeguato il cd Codice antimafia onde superarne le criticità evidenziate, tra le quali quelle causate dall’adozione del comune diritto fallimentare, per la gestione dei bei mafiosi sequestrati e confiscati
Infine, va ribadita l’urgenza della riforma della governance democratica dell’Agenzia dei beni confiscati per coinvolgere nella formulazione degli indirizzi generali le organizzazioni del lavoro e delle imprese, degli enti locali, delle associazioni antimafia storicamente sperimentate ed escluderle tassativamente dalla gestione diretta dell’Agenzia per possibili conflitti d’interesse.
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