Musica e poesia a Segesta in nome della pace

Cultura | 3 luglio 2015
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Una serata interamente dedicata alla Pace, con musica, letture, canzoni, immersi nello splendido scenario dell’antico teatro di Segesta. Questo è stato “Peace Celebration”, l’evento che ha celebrato l’apertura del “Calatafimi Segesta Festival Dionisiache 2015” nel suggestivo Teatro Greco di Segesta.  Oltre 2mila le persone, giunte da ogni parte del mondo per vivere questo momento unico, alla presenza di quanti la pace cercano di portarla tutti i giorni con azioni concrete nella propria e nell’atrui vita. A promuovere l’evento è stata l’associazione “Percorsi”, segretariato del “Pledge to Peace”, la dichiarazione d’intenti siglata al Parlamento Europeo il 28 Novembre 2011 - che ha avuto un suo momento focale a Castello Utveggio il 25 maggio scorso, in occasione della conferenza internazionale di Medicina per la Pace. Ospite d’accezione Prem Rawat, ambasciatore del “Pledge to Peace”, ospite irrinunciabile anche a Segesta.  «Per comprendere cosa vuol dire pace – ha affermato Rawat davanti alla nutritissima platea - bisogna comprendere il valore dell’umiltà.  Essere in pace non vuol dire che tutto ci giunge naturalmente e facilmente, senza muovere un muscolo, sentendoci pervasi da un presunto stato di santità. Per raggiungere la pace bisogna lavorare duramente, ogni minuto, ogni giorno, imparando a stare insieme agli altri. Perdiamo troppo del nostro tempo dietro a cose che non ci giovano. Ci avete mai pensato che se dovessimo vivere sino a 100 anni, la nostra vita sarebbe composta da 36.500 giorni? Vi sembrano troppo o pochi? Vi sembrano sufficienti per fare un lavoro di questo genere? ».L’altro ospite d’eccezione della serata é stato Salvo Ficarra che, ponendo a Rawat alcune domande poste da persone di ogni parte del mondo, ha voluto che l’ambasciatore del “Pledge to Peace” si soffermasse su come la pace viene vissuta in ogni luogo del Pianeta. Un momento di grande emozione, ma anche di sottile ironia come l’attore e regista palermitano sa ben fare, reso ancora più alto dal ricordo di un eroe dei nostri giorni, don Pino Puglisi, convinto sino all’ultimo che la pace potesse dare e trovare risposte in contesti difficili come il quartiere in cui operava, Brancaccio, per la cui azione sociale è stato ucciso il 15 settembre del 1993, nel giorno del suo compleanno. Una serata di grandi emozioni, dunque, quella vissuta al Teatro Antico di Segesta, dove ognuno ha dato il proprio contributo, durante la quale chiunque si è sentito parte integrante di quel percorso che ha ispirato la nascita della Dichiarazione del “Pledge to Peace”, il 28 novembre 2011, al Parlamento Europeo di Bruxelles. E numerosi, nel contesto di questo splendido scenario, hanno voluto esserci non solo per prendere parte al primo evento dell’estate segestana. Tra i tanti, il sindaco di Calatafimi - Segesta, Vito Sciortino, per il quale stata un’occasione unica.  Anche in virtù del fatto che il suo Comune ha conferito la cittadinanza onoraria a Rawat durante la stessa serata.«Lo dicevo qualche giorno fa – ha aggiunto il primo cittadino – e lo ribadisco oggi. Siamo orgogliosi di avere ospitato Prem Rawat nel nostro splendido teatro, sottolineando in tal modo la nostra volontà di proseguire su questa strada. Intendiamo essere reali e concreti protagonisti della nostra parte, credendo che la pace getti ponti di solidarietà e di amore tra chi non si conosce. I conflitti sono frutto della mente degli uomini nel rispetto dei sani principi cristiani abbiamo la responsabilità di costruire la pace ed è un piacere poter riaprire il Teatro di Segesta con questa manifestazione. L’incontro e la conoscenza di Rawat per noi è stata un’illuminazione, avendoci onorato di essere nostro ospite in questo splendido teatro e diventando da oggi cittadino del nostro comune che, come tutta la nostra bella Sicilia, di pace ha sempre più bisogno».Chi è stato presente a Segesta ha potuto vivere questa serata eccezionale, resa speciale dal parterre di ospiti sul palco, ma anche e soprattutto dal pubblico emozionato e partecipe, che ha potuto vivere con pathos ogni attimo. Giungendo, infine, alla parte conclusiva dell’evento, presentato da Massimo Minutella, sancito dalla musica della Lab Orchestra che, intonando i brani più cari a Rosa Balistreri, raffinata cantautrice siciliana di tradizione popolare, ma anche quelli di un più noto Fabrizio De Andrè, ha firmato la degna conclusione di un evento, che difficilmente si replicherà con tanta intensità e trasporto. E dopo Segesta, non poteva certo mancare Palermo tra i Comuni che hanno voluto conferire la cittadinanza onoraria a Prem Rawat, ambasciatore internazionale di “Pledge to Peace”, la dichiarazione di intenti di Bruxelles per la promozione del valore della pace, quale premessa necessaria per l’affermazione del benessere, della centralità e della dignità della persona.A Villa Niscemi, la sede più prestigiosa dell’amministrazione comunale del capoluogo siciliano, si è tenuta la cerimonia, alla quale hanno preso parte anche: il vicesindaco, Emilio Arcuri; il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando; il presidente della Consulta delle Culture, Adham Darawsha.Un altro pomeriggio che, anche in questo caso, è andato oltre la mera formalità, vissuto con intensità e partecipazione da tutti. «È un onore per noi poter conferire questa onorificenza a un uomo che si è battuto e impegnato con coraggio e determinazione per il conseguimento della pace e per l'affermazione dei diritti. Palermo è città multiculturale e città della pace - ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando - perché qui vivono insieme persone appartenenti a diverse religioni ed etnie. E non può esserci una pace vera se non siamo in grado di accogliere i migranti e coloro che non scelgono dove nascere, ma che hanno il diritto di scegliere dove sopravvivere. Per questo motivo ho voluto consegnare a un uomo della pace la Carta di Palermo, che prevede l'abolizione del permesso di soggiorno, perché il diritto alla mobilità è inalienabile».Un documento sulla mobilità umana, quello consegnato a Rawat dal primo cittadino, approvato lo scorso marzo al termine del convegno internazionale “Io sono persona, dalla migrazione come sofferenza alla mobilità come diritto”.Si è, in questo modo, concluso il ciclo di incontri ed eventi che hanno dato modo anche alla Sicilia di conoscere ancora di più Rawat, instancabile testimone di pace, che negli ultimi 40 anni ha portato la sua riflessione su una rinnovata dignità della persona umana in oltre 60 paesi del Pianeta, mettendo l’accento sulla centralità dell’individuo e offrendo una prospettiva che viene recepita con grande attenzione dalle culture e dagli ambienti più diversi. Riflettendo e facendo riflettere sul fatto che la pace è un “bisogno essenziale” nella vita di ciascuno e fondamento nei rapporti tra le persone.


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