Addio a Ignazio Gaudiano con la Torre fu compagno di lotta per le terre

Società | 17 febbraio 2026
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Ignazio Gaudiano, di Bisacquino, contadino ortolano, comunista, è scomparso a 97 anni. Fu compagno di lotta di Pio La Torre assieme al quale e a migliaia di contadini e braccianti del corleonese occupò il feudo S. Maria del Bosco nel marzo del 1949 chiedendo di assegnare una parte dei mille ettari, della potente famiglia Inglese, ai senza terra per potersi sfamare.
La manifestazione unitaria, di popolo, pacifica, alla quale avevano aderito i partiti della sinistra, comunista e socialista, e anche la Democrazia cristiana, le Acli e alcuni preti dei comuni della zona, fu repressa, mettendo da parte i carabinieri locali, con durezza, dalla polizia inviata da Palermo dal ministro democristiano Mario Scelba. Una manifestazione che per la sua unità popolare e politica faceva paura a chi temeva la democrazia liberale. Ci furono 181 arresti, tra cui Pio La Torre, liberato dopo 17 mesi di galera perché assolto dalle false e gravi imputazioni che un ufficiale di polizia, mentendo e poi ritrattando, cercò di attribuirgli. Gaudiano sfuggi all’arresto. Poi alla fine degli anni sessanta, quando l’ho conosciuto, fu per diversi anni segretario della locale sezione del Pci e consigliere comunale. Visse sempre del suo orto alla periferia di Bisacquino, poi inglobato dall’espansione urbanistica e oggi curato da uno dei suoi figli. Tutta la sua vita è stata dedicata a difendere i diritti umani, la giustizia sociale, costruttore di democrazia partecipata. Durante la sua vita politica e lavorativa fu sempre impegnato a comprendere le trasformazioni sociali, economiche del suo territorio. Ritiratosi a vita privata, si dedicò alla cura della cara moglie ammalata e dopo si prese cura, sino alla fine dei suoi giorni, dei nipoti.
 di Vito Lo Monaco

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