Anticorruzione debole, poteri criminali più forti

Società | 13 febbraio 2026
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Nella classifica 2025 di Transparency International, che misura l’indice di percezione della corruzione nel settore pubblico in 182 Paesi, l’Italia mantiene la cinquantaduesima posizione. della precedente edizione ma con un punteggio inferiore: 53 contro 54 del 2024.
L’Italia conferma la diciannovesima posizione nell’Unione Europea, dove il valore medio è di 62 su 100, e si piazza alla trentunesima posizione su 38 tra gli Stati dell’Ocse. Continua, così, il trend negativo che il nostro Paese aveva registrato per la prima volta lo scorso anno, quando aveva perso ben dieci posizioni dopo oltre un decennio in cui si era attestato su risultati più positivi (+14 punti).
Secondo Transparency International il sistema italiano di prevenzione della corruzione risentirebbe “delle ripercussioni dell’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio” adottato dal governo Meloni. Ricorda l’Ong che proprio il governo italiano nel 2025 ha contrastato, insieme alla Germania, “l’inserimento dell’abuso d’ufficio tra i reati perseguiti in tutta l’Unione europea attraverso la Direttiva anticorruzione”. In merito a questo tema, il presidente dell’Associazione nazionale anticorruzione, Giuseppe Busia, ha parlato di un’abrogazione "tutt’altro che banale” e che ha lasciato “un vuoto”. Anche “la mancanza di una legge organica sul lobbying” inciderebbe sul sistema nazionale di prevenzione. Così come l’assenza di “una regolamentazione complessiva sul conflitto di interessi” avrebbe un impatto negativo in tema di integrità pubblica.
In una scala che va da zero (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello), il livello di percezione della corruzione nel settore pubblico tende ad aumentare sempre più. E questo non solo in Italia. I Paesi “solitamente più forti nella lotta alla corruzione rispetto alle autocrazie o alle democrazie imperfette, stanno registrando un preoccupante calo delle prestazioni”. È il caso, ad esempio, di Stati Uniti (64), Canada (75) e Nuova Zelanda (81), ma anche di Paesi europei come il Regno Unito (70), la Francia (66) e la Svezia (80). Solo cinque Paesi, a livello globale, hanno un punteggio superiore a 80 su 100 rispetto ai 12 di dieci anni fa, con un risultato medio dell’indice pari a 42 su 100, il più basso in oltre un decennio. Ecco perché, scrive l’Ong, “la grande maggioranza degli Stati stanno fallendo nel tenere la corruzione sotto controllo”. A guidare la classifica anche quest’anno, con un punteggio di 89 è la Danimarca, mentre all’ultima posizione si riconferma il Sud Sudan.
Il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, ricorda il rapporto tra corruzione e poteri criminali. “La diffusione della corruzione non soltanto quella pubblica, ma anche quella privata è percepita anche come un fattore di espansione dei poteri criminali e tra questi anche della criminalità organizzata”. E sottolinea come per le mafie, oggi, la corruzione sia “uno strumento molto più efficace della violenza”. L'invito, dunque, del presidente di Transparency International Italia, Michele Calleri, è a “impegnarci nella realizzazione di un modello di società e di rapporti umani che trovi più conveniente ed etica l’integrità rispetto alla corruzione, la trasparenza rispetto al clientelismo e la responsabilità rispetto all’omertà sociale”.
Il report di Transparecy International, inoltre, si sofferma sul legame tra corruzione e restrizioni alla libertà di espressione in senso lato. “Dal 2012, 36 dei 50 paesi con un calo significativo dei punteggi nell’indice di percezione della corruzione hanno anche registrato una riduzione dello spazio civico”. È il caso, ad esempio, di Georgia (50), Indonesia (34), Perù (30) e Tunisia (39) i cui governi “hanno adottato leggi per limitare l’accesso ai finanziamenti o persino lo scioglimento di organizzazioni che li monitorano e li criticano”. A ciò si aggiungano “campagne diffamatorie e intimidazioni” che rendono difficile per giornalisti e Ong denunciare senza remore la corruzione.
 di Alida Federico

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