Da Moravia a Picasso, i ritratti di Guttuso in mostra

Da Moravia a Picasso, da Neruda a Fontana a Manzù, i personaggi del '900 immortalati da Renato Guttuso in celebri quadri sono in mostra dal 18 aprile al 21 giugno negli spazi del Museo Guttuso di Bagheria. Nello straordinario complesso monumentale tardo barocco di Villa Cattolica, sono riuniti sia i numerosi ritratti sia gli autoritratti, provenienti da musei italiani (Gnam, Uffizi) e collezioni private, nonchè alcuni inediti, come il dipinto del 1959 che ritrae Giovanni Pirelli. L'importante esposizione, curata da Fabio Carapezza Guttuso e Dora Favatella, grazie agli Archivi Guttuso riesce dunque a ripercorrere l'intero arco creativo del grande artista siciliano attraverso una prospettiva insolita.
Quella di una galleria di personaggi che testimonia la straordinaria capacità di Guttuso di intessere rapporti dai quali sarebbero nati sodalizi e si sarebbero sviluppati movimenti artistici, come Corrente e il Fronte nuovo delle arti. Ecco dunque affiancati i ritratti di scrittori come Alberto Moravia, Michael Angel Asturias, Nino Savarese, Carlo Levi, quelli critici quali Natalino Sapegno, Santangelo. Ad essi si affiancano i poeti Montale o Neruda, le attrici Anna Magnani o Zeudi Araja, intellettuali e politici da Amendola a Bufalini e Alicata. Non mancano i suoi illustri colleghi, tra cui Picasso, Turcato, Consagra, Leoncillo, Fontana, Manzù, che al pittore ha dedicò il monumento funebre, oggi ancora nel giardino del museo di Bagheria.
In questa carrellata di capolavori la Sicilia, che comunque lasciò presto, è ben rappresentata. La sua terra natale riaffiora infatti nei molti ritratti dedicati al padre e che culminano nel visionario 'Gioacchino Guttuso Agrimensorè del 1966 e nel 'Ritratto della madrè (1940) Giuseppina d'Amico, segnata dal dramma della morte del marito e dalla lontananza del figlio artista. E mentre attraverso gli autoritratti è possibile scrutare nell'animo dell'artista, seguirlo, dagli esordi fino alla maturità, nella costruzione della sua identità, con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni, di sicuro interesse è l'allestimento in anteprima di opere mai presentate al pubblico, a partire dai preziosi disegni della sua collezione privata, che raffigurano amici ed artisti colti in momenti di rilassatezza amicale.
Gli studi romani di Guttuso sono stati per artisti, intellettuali, politici, un luogo dove incontrarsi per ragionare d'arte e di politica, come si vede nel bellissimo 'Gente nello studiò (1938), in cui Antonietta Raphael, Mario Mafai, Aldo Natili, Armando Pizzinato e Mimise, seduti sul letto del pittore, conversano amabilmente. 'Nella stanza le donne vanno e vengonò (1986) si cristallizza il suo immaginario femminile, costituito da amiche e modelle. Una meditazione sull'eterno femminino, rappresentato da otto donne che, con tacchi altissimi, abiti accesi, si pettinano, parlano al telefono, si abbracciano (tra queste si riconosce Marta Marzotto). L'amicizia con Pablo Picasso rivive in opere quali 'Colazione con la Dama di Cranach' (1973) o nello struggente 'Lamento per la morte di Picassò (1973), infine alla figura della moglie Mimise è dedicata una galleria di ritratti, tra cui figura 'Mimise con il cappello rossò (1938) e l«Autoritratto con Mimisè (1966), dove rielabora idealmente opere degli anni '40.
Ultimi articoli
Le erbe delle meraviglie a Piazza Armerina
A Comiso la pace ha i nomi dei bambini uccisi a Gaza
Decreto sicurezza come una mina vagante
La memoria di Angelo Meli rivive tra i libri
La scuola di Mattarella
un luogo che integra
“Dalla parte giusta”, il teatro racconta La Torre
L’uso di AI tra i giovani avanti piano
Germania, attacco alla Repubblica liberale
Graviano, "nuove verità" su Berlusconi e Dell'Utri
Miceli, non sottovalutare minacce a don Ugo