Le erbe delle meraviglie a Piazza Armerina
Cultura | 14 ottobre 2026

La mostra di un raro erbario svela l’intreccio che lega un gesuita del Settecento e un medico-scienziato dell’Ottocento.
A Piazza Armerina è stata inaugurata la mostra “Collectio plantarum quae in agro Platiae sponte crescunt”. Nei locali del convento francescano sarà esposto un rarissimo erbario della Sicilia interna e della flora dei monti Erei. La collezione è costituita da diciassette volumi, perfettamente conservati, che racchiudono al loro interno oltre 900 piante. L’esposizione permanente renderà fruibile la singolare raccolta del medico e scienziato Federico Roccella, nato a Piazza Armerina nel 1894. Un ricercatore di grande prestigio e versatilità. Oltre che medico fu entomologo, fotografo e botanico.
Ogni volume esposto, consultabile dagli studiosi, contiene al suo interno esemplari delle piante del territorio degli Erei, catalogati per famiglie e genere. Ogni pianta è indicata con il nome in latino, il luogo e il periodo in cui è stata raccolta. Questo raro erbario era stato studiato, oltre trenta anni fa, da Giuseppe Maugeri, Antonia Cristaudo e Rosario Galesi botanici dell’Università di Catania. In Sicilia, oltre agli orti botanici delle grandi università, sono visitabili solo gli erbari di Castelbuono, Caltagirone e Piana degli Albanesi. Questa collezione dunque è una testimonianza della vegetazione spontanea negli Erei meridionali, una vera e propria memoria storica della biodiversità siciliana.
L’esposizione è il frutto di un’intensa collaborazione tra gli eredi, l’Università di Catania, la Società di Storia Patria della Sicilia centro meridionale, la Soprintendenza di Enna e la Parrocchia di San Pietro che ospita l’annesso convento di San Francesco. L’allestimento dell’esposizione è stato curato dalla struttura didattica speciale in Architettura e Patrimonio culturale di Siracusa. Il laboratorio “Allestiamoci”, diretto dal professore Gianfranco Gianfriddo, si è occupato della progettazione delle teche per l’esposizione, degli armadi per la conservazione e dell’arredo della sala studio. L’allestimento prevede una sala espositiva in cui sarà possibile ammirare una pianta per ogni volume e una sala studio. L’urbanista Carmelo Nigrelli, ordinario della Struttura didattica speciale di Siracusa, ha coordinato il gruppo di studiosi e si è occupato della concettualizzazione dei contenuti multimediali.
Ma la vera singolarità è un misterioso rimando, quello che lega il medico-botanico Federico Roccella al gesuita settecentesco Filippo Arena. Roccella, nel corso dei suoi studi, si avvalse delle pubblicazioni e degli studi di un gesuita nato a Piazza Armerina nel 1708. Arena fu docente di filosofia e matematica, preside del Collegio dei Nobili di Palermo nel 1751. Nella sua opera “La natura e la coltura de’ fiori” (1768), teorizzò l'importanza dell'impollinazione incrociata e il ruolo degli insetti nei processi di fecondazione floreale. Anticipando le intuizioni dell’agostiniano Gregor Johann Mendel, precursore della moderna genetica.
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