Oltre 2.300 morti in otto mesi, le stragi del Canale di Sicilia
Quella di ieri al largo della Libia è solo l'ultima di una serie di
stragi del mare che hanno funestato il 2015. L'Organizzazione internazionale migrazioni
(Oim) ha stimato in 2.300 finora quest'anno - un record - le persone morte tentando di
attraversare il Mediterraneo su quella che viene definita la «rotta più letale del mondo». Lo
scorso anno, nello stesso periodo considerato, le vittime in mare erano state 1.779, circa
500 in meno del 2015.
Ecco i principali eventi con vittime in mare del 2015 nel Canale di Sicilia.
22 gennaio 2015 - Venti dispersi e 85 salvati in un naufragio al largo di Malta.
29 gennaio 2015 - Alla deriva, in 29 muoiono di freddo.
14 aprile 2015 - Naufragio al largo della Libia: circa 300 i morti, secondo le testimonianze
dei sopravvissuti.
16 aprile 2015 - Musulmani contro cristiani su un gommone, 12 morti.
18 aprile 2015 - Il sovraffollamento e le manovre errate causano un naufragio: almeno
700 persone i morti (ma alcuni testimoni parlano di 900, la tragedia più grave di tutte).
5 maggio 2015 - Nella ressa alla vista dei soccorsi muoiono in 40: alcuni a bordo, altri
dopo essere caduti in mare.
29 maggio 2015 - Diciassette cadaveri vengono recuperati su un gommone: forse sono
morti di stenti; 217 i superstiti.
27 luglio 2015 - Soccorso barcone stipato di migranti: tra i 535 a bordo anche 13
cadaveri.
5 agosto 2015 - Peschereccio si capovolge vicino alla Libia.
A bordo 600 persone, 300 in salvo, recuperati 25 cadaveri.
15 agosto 2015 - Sono 49 i cadaveri recuperati nella stiva di un barcone sovraccarico di
migranti soccorso a venti miglia dalla Libia.
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