Intestata ad Angelo Meli sala della biblioteca comunale di Canicattì
Cultura | 23 settembre 2026

La sala della biblioteca comunale di Canicattì è dedicata dal 23 settembre al giornalista Angelo Meli con cerimonia di intitolazione nei locali del Centro culturale San Domenico di piazza Dante. Il convento di San Domenico è un edificio seicentesco restaurato nel 2004 dall’architetto Paolo Portoghesi.
L’intitolazione della biblioteca si inquadra nel novero delle manifestazioni della “Settimana della legalità”. L’evento è stato organizzato dall’Associazione nazionale magistrati con il patrocinio del Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Arcidiocesi di Agrigento e Comune di Canicattì.
La prestigiosa sala della biblioteca comunale del San Domenico sarà quindi un immediato rimando a uno dei giornalisti siciliani più stimati, scomparso nel 2023. Angelo Meli ha incarnato la figura dell’intellettuale impegnato ma scevro da ogni condizionamento. Animatore culturale instancabile, figura centrale del volontariato siciliano, scrittore e direttore di numerose riviste. Una lunga carriera di giornalista economico che muove dai suoi esordi sulle colonne del quotidiano “L’Ora”, collaboratore del settimanale economico “Il Mondo”, redattore del “Giornale di Sicilia”, firma economica di prestigio per il “Corriere della Sera” e “Repubblica”. Tra le numerose attività editoriali anche la fondazione del magazine “Asud’Europa” del Centro studi “Pio La Torre”.
«Sono Angelo Meli, disturbo?». Esordiva sempre così, con garbo e cortesia d’antan. “È bravo ma è troppo rigido”. Era questa la frase mormorata dietro le quinte. La sua competenza era riconosciuta da tutti. Era quella congiunzione avversativa che non andava giù a molti. Quel “ma” si rivelò, qualche volta, un ostacolo professionale insormontabile. Angelo Meli è stato un vero maestro di giornalismo. Lo testimoniano i tanti ragazzi e ragazze che devono a lui l’esordio nel mondo della professione. Dopo la sua scomparsa tutti hanno sottolineato il suo valore, senza avversative. È stato, per tutta la vita, un intellettuale gramscianamente non indifferente. Meli era privo di diplomazie linguistiche, non operava sconti a nessuno, non operava concessioni, non salvaguardava potentati, non blandiva accademie. I suoi interventi potevano irritare, non essere condivisi, ma erano sempre onesti, coraggiosi, puntuali. Come ogni intellettuale contro, ha pagato questo continuo dettato esplicito, scontando duramente la sua perenne sottrazione, la disobbedienza. Ma non ha mai abbassato la testa, congiunzione avversativa che, questa volta, gli rende onore, perché non ha mai chinato il capo, mai.
È questo il secondo appuntamento pubblico che Canicattì, la città dove era nato, tributa in onore di Angelo Meli. Lo scorso anno il liceo “Foscolo” aveva dedicato a Meli una giornata di studi. A lui è stata anche dedicata la sezione economica della biblioteca di “Casa Sciascia” a Racalmuto, lo stabile di largo Monte che sorge a pochi metri dalla casa dove visse Leonardo Sciascia. Sezione economica che ospita il lascito di documenti e volumi della biblioteca personale di Angelo Meli. A Racalmuto il 29 settembre, alle ore 18.00, è stata prevista la presentazione del volume “Frammenti di Sicilia” che Franco Garufi ha dedicato ad Angelo Meli.
L’augurio è che presto anche Palermo, la città che ha segnato tutta la sua carriera giornalistica e dove è scomparso, possa rendere il giusto tributo ad Angelo Meli. Il luogo più adeguato potrebbe essere l’università palermitana visto che Angelo Meli è stato il primo laureato in Scienze della comunicazione dell’ateneo palermitano.
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