Mafia: un libro su Rita Atria cercando anche negli archivi delle procure
«In questi anni, abbiamo raccontato e ricordato Rita Atria - aggiungono Le siciliane e l’Associazione Antimafie Rita Atria - attraversando non solo l’aspetto emotivo, ma soprattutto studiando e cercando di superare le delusioni, le paure e i tradimenti. La non fiducia nei nostri confronti - rappresentanti una antimafia poco istituzionale, una antimafia spettinata ci disse qualcuno che ci è molto vicino. Da parecchi anni abbiamo deciso insieme di non affidarci più alla narrativa fin qui offerta da diversi libri e di scrivere un libro sulla vera, scomoda storia della ragazzina di Partanna. Siamo entrati negli archivi angusti e polverosi (poco frequentati) delle procure e abbiamo iniziato a leggere, ricostruire. Quella di Partanna negli anni 80, 90, era una mafia importante, feroce crudele e molto vicina alla mafia che contava, decideva, uccideva. Condizionava. Una mafia sottovalutata e messa sempre ai margini nei racconti delle grandi testate. Nelle testimonianze altolocate. Un contesto che avvalora ulteriormente il coraggio di Rita Atria. Ma anche di Piera Aiello e qualcun’altra che decise testimoniare».
Un libro che suggellerà il trentesimo anniversario della morte della ragazza di Partanna e che «nasce dall’esigenza dopo quasi trenta anni di memoria attiva e lotte per onorarne la memoria dalla voglia di raccontare il vero contesto storico d Partanna negli anni in cui Rita lì è vissuta, respirandone gli odori mafiosi e del malaffare». Concludono Le siciliane e l’Associazione Antimafie Rita Atria: «Un grazie immenso al Tribunale e alla procura di Marsala, grazie a tutti, dalla presidente del tribunale al procuratore; funzionarie e funzionari, direttrici e direttori, dipendenti tutti, senza il loro lavoro di accoglienza, cura e ricerca non avremmo raggiunto questi risultati. Quei faldoni avrebbero scoraggiato chiunque. Quelle cassette audio così datate soprattutto dal punto di vista della tecnologia, così delicate e precarie non avrebbero preso consistenza, ma dietro la cura di ogni singolo millimetro alla fine anche i nastri hanno deciso di sbloccarsi e tornare a girare».
Ultimi articoli
Quanto è lungo il nuovo Asse del Male
Se l’amore diventa trappola, confronto a Ragusa
Progetto educativo, mafie e traffici internazionali
Referendum, c’è sempre un domani
Valanga di no, la Sicilia si schiera con i magistrati
Venerdì a Palermo
la “Notte del No”
Il migliorismo nella storia della sinistra italiana
Insediamento di Balsamo,
le associazioni leva
della nuova antimafia
L’uso dei beni confiscati
strumento di contrasto
del potere mafioso
Il silenzio e le bugie sulla guerra all’Iran