Meli, l'intellettuale
distante dalle accademie
Società | 14 aprile 2025

"Sono Angelo Meli, disturbo?". Esordiva sempre così al telefono. Oggi, 14 aprile, avrebbe festeggiato il suo compleanno. Come al solito, cucinando circondato da una banda di aficionados.
“È bravo ma è troppo rigido”. La bravura di Angelo Meli era riconosciuta da tutti. Era quella congiunzione avversativa che non andava giù a molti. È stato un fratello per me. Lui e la dolce Maria Rita Sgammeglia sono stati la mia famiglia palermitana. Angelo Meli non operava sconti a nessuno. È stato un intellettuale gramscianamente non indifferente. Non esercitava diplomazie linguistiche, non operava concessioni, non salvaguardava potentati, non blandiva accademie.
I suoi interventi potevano irritare, non essere condivisi, ma erano sempre onesti, coraggiosi, puntuali. Ha pagato per tutta la vita questo continuo dettato esplicito. Ha scontato duramente la sua perenne sottrazione, la disobbedienza. Ma non ha mai abbassato la testa. Non ha mai chinato il capo, mai. Come ripeteva l’amico Antonio Ortoleva: “Siamo stati tutti Angelo Meli. Ma solo lui lo è stato fino in fondo”. Mastro Angelo, sentiamo sempre la tua mancanza. Avvertiamo spesso la tua presenza.
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